Scegliere tra M1 ed Hackintosh

Articolo in fase di stesura e aggiornamento

Questo articolo serve a condensare (alla faccia del condensato) una serie di considerazioni nella scelta tra Hackintosh e Apple Silicon per uso audio, grafica 2d, coding o generico office.
In ambito video, a causa di costi delle GPU dedicate e alla superiorità degli acceleratori dedicati la scelta di M1 è al momento praticamente obbligata se macos è il vostro sistema di riferimento.

Molte di queste riflessioni sono un riassunto di quanto già scritto più di un anno fa in vari articoli – sull’architettura Apple Silicon e alcuni degli svantaggi nascosti e questo confronto a tre vie. L’argomento è incredibilmente complesso con infinite variabili.

I contendenti

Dal lato hackintosh, ci sono tre diverse fasce di prodotti che vendiamo, i prezzi iva esclusa sono riferiti a configurazioni con 32gb di ram e 1tb di SSD
i portatili, basati tutti su architettura derivata da skylake con gpu integrate, in fascia di prezzo dai 550 euro circa per i quad core più economici HP Probook g5 con i5 8250u senza thunderbolt fino a circa 1050 euro per 6 core 8850h con thunderbolt e case premium
i fissi basati su architettura Comet Lake i9 serie 10 deca core con igpu da circa 1050 euro con thunderbolt, realizzabili anche in case ultracompatti
i fissi basati su architettura Alder Lake i7 serie 12 octa core con dGpu da circa 1500 euro con thunderbolt, in case tower tradizionali (in arrivo a febbraio)

Dal lato Apple, potete verificare il catalogo per prezzi e configurazioni che girano intorno ad M1. Ho scritto un articolo per spiegare come mai le versioni Pro e Max sono molto meno convenienti – avendo già sottolineato all’inizio di questo articolo che ci stiamo riferendo ad usi non video. La versione ULTRA in quanto sistema multi-chip è ancora meno performante introducendo un ulteriore eemento di enorme latenza tra core nel bridge interno.

Personalmente, la macchina che ritengo più importante della line-up Apple Silicon è l’Air;  la forma portatile è dove l’efficienza di M1 brilla maggiormente, e pur senza ventola rallenta solo minimamente e in casi estremi di uso combinato di tutti core CPU + GPU, come render video e gaming prolungato – video 1 e 2 di riferimento.
La mancanza della touchbar – rimossa anche in tutti i nuovi modelli – è un vantaggio in riparabilità e solidità e la forma portatile mantiene molto più valore ed utilizzi rispetto ad un Mini.

Le performance CPU

È Impossibile un confronto “apples to apples”  tra architetture completamente diverse; il chip con architettura ARM ha vantaggio di latenza ridotta tra i core, ma manca di istruzioni matematiche come AVX2 – come spiegato in altri articoli l’architettura ad acceleratori lo rende molto buono in quello che è scritto per fare, ma meno versatile.
Questo ad esempio dovrebbe avvantaggiare con tanti plugins leggeri e buffer bassi, meno con quelli più pesanti come acustica audio (che dovrebbero sfruttare addirittura Avx512 dando un vantaggio ad Alder Lake) e buffer più alti.
Ci sono altri elementi del chip M1 che potrebbero risultare utili come la NPU, ma la loro utilità al momento è solo speculazione.
Per effettuare una comparativa utilizziamo dei benchmark: un calcolo identico replicabile in maniera esatta, verificando il tempo di esecuzione (oppure la quantità di dati che si riescono a elaborare a pari tempo) tra varie macchine. Attenzione: non stiamo confrontando specifiche “a vuoto”, non stiamo cioè dicendo che le cpu intel siano più eloci perchè hanno più GHZ o più RAM, ma stiamo pubblicando l’effettivo risultato dei calcoli ottenuti dalla macchina, che sono quindi già conseguenti delle differenze di architettura come la memoria e il dico molto più veloci di M1.
Utilizzeremo per questo dei test che sono stati compilati per M1, Geekbench e Cinebench R23, che valutano le prestazioni CPU, e il logic pro test anch’esso quindi su un programma completamente nativo.

I test online mettono a confronto m1 con i terribili Macbook Intel, che pur avendo nominalmente cpu i9 octa core, hanno alimentatore da soli 90w e raffreddamento ridicolo per CPU + GPU dedicata. Grazie a tuning, miglior raffreddamento e mancanza di dedicata un nostro portatile i7 da 6 core batte l’i9 da 8 Apple anche in multicore.

Confrontando con il carico compute “puro” e nativo m1 come Cinebench r23 sembra che m1 superi di circa il 10% ad i9 10850k in single ma vada metà in multicore.

Il vantaggio sui nostri portatili 6 core è invece circa del 30% single e parità in multi.

In tutto questo però bisogna considerare che la conversione Rosetta – al momento necessaria per la stragrande maggioranza dei plugins – sembra pesare circa il 30% sulle prestazioni.

Al momento quindi sui notebook, hackintosh vince ovviamente a man bassa in prestazioni/prezzo, anche se il vostro lavoro fosse esclusivamente mastering che è notoriamente ancor più legato al single core (e molto meno a RAM e SSD) del mixing e produzione. Tutto questo però diventerà gradualmente un leggero vantaggio per M1 maggior sarà la quantità di plugin nativi.

I desktop di serie 12, che vanno a raddoppiare le prestazioni single core dei nostri portatili grazie a nuova architettura e clock superiori, non temono invece il confronto nemmeno futuro.

Le prestazioni in multicore usando soltanto gli 8 core ad alte per evitare confusione al sistema sono doppie rispetto ad M1, il single core è superiore di 1/3.
Ad esempio sul logic pro benchark m1 sono intorno alle 100 tracce mentre noi arriviamo a 200 e logic al momento sembra l’unico programma audio che riesce ad utilizzare tutti gli 8 core di M1, mentre le altre DAW disattivano i core efficienti per evitare di “confondersi” come con hyperthreading su windows.

12700k macos

 

RAM e Archiviazione

Un altro campo di difficile confronto è il sottosistema RAM. Pensiamo alla CPU come il lettore, la RAM scrivania e il disco l’archivio. M1 ha un accesso ai vari passaggi con latenze ridotte (e banda maggiore, che però interessa solo il video) rispetto ad Intel, quindi può permettersi uno spazio minore per la RAM, ma ci sono due grossi problemi con questa novità
n1 – questo vantaggio si applica solo al disco interno – che ha costi altissimi (mentre aggiungere un altro TB su hackintosh costa solo 80 euro);
n2 – ottimizzazione SW, simile al discorso di plugins nativi: motori sample intensive devono gestire i dati in maniera gerarchica e per farlo devono “stimare” la velocità dei vari passaggi.
Quello che succede è che se devo utilizzare svariati TB di librerie orchestrali  il motore precaricherà in RAM una percentuale (attacco) iniziale di ciascun suono, lasciando il resto su disco. Quando arriva la richiesta del suono, il motore “pesca” entrambi sperando che la percentuale in RAM che arriva subito sia abbastanza da coprire quel che serve per sunare mentre aspetta il corpo disco. Questa stima diventa molto più difficile se ad esempio alcune librerie sono su un SSD interno, altre su SSD esterno Thunderbolt con una latenza maggiore e altre su HD esterno USB con latenza infinitamente maggiore…
Noi usando hackintosh con Logic, ad esempio siamo costretti ad usare vienna ensemble pro che controlla slave windows con librerie Eastwest perchè il motore Play non riconosce correttamente i dischi interni NVMe su MacOs impedendoci di ridurre il precaricamento in ram per i nostri template sotto i 128gb.
Insomma, questo vantaggio richiede un ottimo codice consapevole per esser sfruttato.

A maggior ragione ovviamente, dati i costi folli dell’upgrade di SSD e il grande vantaggio nell’uso di dischi interni, in caso il vostro lavoro richieda molte librerie il vantaggio economico e di comodità per Hackintosh è schiacciante.

Compatibilità, versatilità

I programmi nativi come Logic funzionano alla grande, ma la transizione per i vendor di terze parti è ovviamente più lenta. Il problema più fastidioso dell’usare un sistema non nativo, per quanto Rosetta 2 sembri davvero efficace, è che si tratta di un ulteriore elemento di incertezza e possibile errore in un lavoro che già costringe tutti a pensare molto alla macchina e i suoi bug. Per quanto si possa pensare lo stesso anche degli hack contro macchine originali Apple ovviamente, vi assicuro che sono davvero rari – e limitati alle porte del computer – i problemi lamentati dai nostri clienti che si rivelano veramente “dovuti all’essere hackintosh”.
Ovviamente poi c’è la necessità di aggiornare eventuali licenze e al fatto che un altro tipo di programma che ha molti problemi sono gli – ahem – attivatori.
Anche le migrazioni utente tendono a fallire molto più spesso – e in maniera più complessa da ripristinare – rispetto a quelle da intel ad intel. Su hackintosh attuali è possibile anche usare cloni di sistemi fino indietro a Mojave, mantenendo la compatibilità a 32it se proprio necessario.

La mia impressione è che per chi ha un parco di plugins installati dei quali sente la necessità ed è soddisfatto, il cambio sarebbe molto più traumatico. Allo stesso tempo, sono convinto – lo dico contro il mio interesse – che un occasione di riconsiderare una collezione di plugins e uscire dalla comfort zone non sia per forza una tragedia.

Il form factor e la costruzione

I nostri hackintosh fissi serie 10 esistono anche in versioni molto compatte, seppur non quanto un M1 Mini comunque “zainabili”.

A livello di portatile invece, l’Air stravince in autonomia (15 ore contro dalle 2 alle 4 dei nostri portatili) e qualità delle casse, vince in compattezza e su qualità generale seppur i Dell 5530 / XPS 9570 o lo Zbook Studio siano comunque di ottima fattura, anche nel trackpad con multi-gesture. Rimane però solo un 13 pollici, quindi un limite per chi invece cerca una macchina da trasportare e non ultraportatile; se iniziate a considerare il 16 Pro/Max, i prezzi diventano davvero difficili da giustificare se non usate per video.

Ci sono due grossi problemi nascosti nella macchina apple originale:

1 il costo dei ricambi: avete mai rotto uno schermo Retina? Il costo è poco inferiore – a volte uguale – al valore della macchina intera, se lo trovate – altrimenti dovrete andare per forza da Apple che farà il suo prezzo o potrebbe del tutto rifiutarsi. Tutti i componenti apple e la loro sostituzione hanno costi altissimi, e la cosa peggiore è che ci sono molti casi in cui si rompono praticamente da soli – questo ci porta al punto successivo,

2 la storia di difetti delle ultime generazioni di MBP che porta diffidenza sulla longevità/solidità anche dei recenti M1, che pur avendo molti meno problemi di surriscaldamento sono anche i primi realizzati interamente da Apple

A confronto invece i sistemi Hackintosh che realizziamo portatili sono tutti basati su piattaforme business con enorme disponibiltià di ricambi facilmente reperibili a prezzi risibili – schermi ad esempio intorno ai 70 euro – e i fissi ovviamente usando componenti standard sono riparabili immediatamente.

Questo è specialmente importante dato che tutti i mac hanno SSD saldati e legati al sistema di sicurezza quindi i dati non sono recuperabili se la scheda madre dovesse danneggiarsi e non esser riparabile – cosa molto probabile data l’architettura proprietaria.

Updates, assistenza e futuro

Molti acquirenti sono spaventati quando gli dico che, per quanto possano raccontarvi dei simpatici competitor (poi smentiti regolarmente nei fatti), aggiornare un Hackintosh anche vanilla opencore richiede intervento esperto per esser sicuri, sopratutto in caso di sistemi x99/299 e portatili e per salti di major release.

Penso sia un osservazione poco sensata perchè qualsiasi sistema di produzione viene mantenuto più possibile nella sua stabilità ed ogni aggiornamento si fa in ambiente staging – a prescindere che sia un Hack o un Mac o PC.

Questo ci porta ad un secondo punto: uno dei motivi principali per i quali le persone abbandonano apple è aver a che fare con la loro assistenza, che declina sempre qualsiasi responsabilità, anche quando di fronte a difetti di fabbrica riconosciuti da class action obbliga a lunghi tempi di riparazione con perdita dei dati.
Assemblando macchine per uso specifico audio abbiamo esperienza anche a livello degli specifici software e le varie interazioni, interveniamo anche quando poi si viene a scoprire che il problema è puramente SW perchè riscontrato anche da mac originali oppure è stato il topo a mangiare il cavo thunderbolt (giuro, ho scoperto io i morsi).

A livello di compatibilità con future versioni di OS, la promessa è stata fatta di mantenere supporto intel per 5 release a partire da BigSur. Dato che i nostri hack si basano sulle stesse cpu dei modelli 2020, questo dovrebbe garantire il supporto per tutte queste release, a meno che non si inserisca un ulteriore restrizione legata al chip t2 presente sui mac dal 2018, il che sposterebbe il support hackintosh massimo alla release 2023. Questo non toglie che raramente in ambito produzione si presenti la necessità di avere l’ultima versione del sistema, e che qualsiasi sarà il limite per Intel gli sviluppatori avranno tutto l’interesse a mantenere i propri prodotti retrocompatibili con quella specifica ultima release.

E in generale pensare al future-proof e comprare con l’idea che magari potrò usare una macchina più dell’altra – come qualcuno diceva delle x299 che usano AVX512 quando queste istruzioni sembrano invece destinate all’oblio informatico – lo trovo sopravvalutato.

Cerco sempre di avvisare i miei clienti che è molto meglio spendere il giusto ora, e poi cambiare macchina con i soldi risparmiati con un’altra di fascia medioalta che andrà il doppio, piuttosto che inseguire il top di gamma che costa il doppio e va il 12% in più.

Realisticamente l’obsolescienza HW arriverà prima di quella SW, e anche a quel punto potrà esser convertito a macchina windows.

Inoltre, per le caratteristiche intrinsiche dell’architettura SOC di M1, sarà probabilmente questo a vedere per primo l’obsolescenza quando i formati audio/video cambieranno e gli acceleratori dedicati diventeranno inutili.